La camera principale si basa su un design lineare e pulito, che lascia ampio spazio alle componenti senza risultare inutilmente complessa. La stessa struttura è tra l’altro adottata anche negli altri modelli della serie Rebel. Lo spazio orizzontale interno consente di installare schede video fino a 400 millimetri di lunghezza, mentre la sua profondità apre all’uso di dissipatori ad aria con un’altezza massima di 165 millimetri, soluzione che garantisce la compatibilità anche con dissipatori pachidermici ma dalle performance di livello assoluto come ad esempio il Noctua NH-D15. Posizionate nei punti chiave lungo tutto il perimetro del vassoio della scheda madre troviamo ampie aperture passacavo, purtroppo sprovviste di coperture in gomma.
Il vassoio può ospitare schede madre dal formato Mini ITX, Micro-ATX e ATX ed implementa le aperture che la rendono compatibile con le motherboards di ultima generazione dotate di connettori sul lato posteriore, come quelle di MSI Project Zero o ASUS BTF. Il tray sviluppa anche un’ampia apertura in corrispondenza del socket per facilitare l’installazione dei backplate dei dissipatori nel retro della scheda madre.
Il tunnel copre tutta la lunghezza del case ed è interamente traforato sulla sua parte superiore. Diviso in due sezioni, quella più corta e vicina alla paratia frontale può essere rimossa per fare spazio all’installazione di un radiatore nella staffa laterale, inizialmente coperta dalla paratia che nasconde i cavi in arrivo nella camera principale, anch’essa removibile.
Il pannello di copertura dei cavi integra due asole per l’installazione e regolazione in altezza del supporto della scheda video, accessorio che risulta particolarmente utile con schede video parecchio ingombranti e che vedremo all’opera nella sezione dedicata all’assemblaggio.
Rimosso il pannello copricavi si avrà parziale accesso alla staffa laterale dove sarà possibile installare due ventole da 120 millimetri o radiatori da 120 o 240 millimetri. Rimuovendo anche la sezione anteriore del tunnel, si libererà invece l’intera altezza della staffa laterale, per accomodare tre ventole da 120 millimetri oppure un radiatore da 360 millimetri.
La staffa frontale è incorporata dello chassis e permette l’installazione di tre ventole da 120 o 140 millimetri in posizione fissa, soluzione che però non permette l’installazione di radiatori.
Dato che il tetto del case è parte integrante dello chassis, Sharkoon ha sviluppato una staffa estraibile per l’installazione di ventole e radiatori. La compatibilità è quella standard per i case mid-tower: tre ventole da 120 o due da 140 millimetri e radiatori da 280 o 360 millimetri di lunghezza con uno spessore massimo – incluso di ventole – di 60 millimetri. Rimuovere la staffa superiore non è proprio immediato: andrà prima rimossa la staffa posteriore dove si installano i dischi di storage (quattro viti) e successivamente svitate le quattro viti della staffa superiore stessa, due accessibili dal lato principale e due dal posteriore.
Sul retro, la griglia di espulsione permette di regolare l’altezza della ventola da 120 millimetri entro un range di 10 millimetri, in modo da assicurare una maggiore spaziatura per l’installazione di radiatori nella staffa superiore. Gli slot di espansione PCI sono sette, tutti coperti da griglie riutilizzabili fissate con le classiche viti M3.
Anche il lato secondario è ben organizzato, semplice e lineare: sul lato sinistro si ha accesso alla parte posteriore della staffa per l’installazione di ventole o radiatori, mentre sul lato destro trova posto una staffa verticale dedicata ai dischi di storage. Quest’ultima, riempie l’intera altezza interna del case e può essere rimossa svitando quattro viti. Non sono invece previsti cestelli per l’installazione di dischi nella parte anteriore del tunnel.
La staffa è in grado di ospitare contemporaneamente tre dischi da 3.5″ o 2.5″ utilizzando i supporti in gomma e le viti in dotazione. Per i più esigenti, Sharkoon ha predisposto anche la possibilità di installare una ventola al posto del primo disco in alto: ciò garantirebbe un flusso d’aria fresca aggiuntiva sul retro della scheda madre in corrispondenza del socket.
I cavi in arrivo dal front panel sono ben nascosti e si posizionano in corrispondenza della sezione centrale del retro del vassoio, l’unica parte dove sono state predisposte molteplici asole per bloccare i cavi con le fascette in dotazione per un buon cable management. Anche i cavi del front panel, così come le ventole in dotazione, non sono purtroppo in colorazione bianca.
La versione RGB del Rebel C50 include un HUB-controller A-RGB per l’illuminazione di otto dispositivi compatibili con lo standard 4-Pin 5V-D-coded-G. Il controller è alimentato tramite connettore SATA e permette di copiare il segnale ARGB proveniente da un header della scheda madre (modalità HUB) o di offrire 20 effetti di luce. Quest’ultimo scenario prevede anche la possibilità di utilizzare il tasto Reset del front panel proprio per il ciclo degli effetti di luce o per spegnere e accendere l’illuminazione.
Nel manuale è presente un’intera sezione dedicata al cablaggio dell’HUB-Controller ARGB ed uno schema che indica l’ordine degli effetti di luce.
Nel Rebel C50 RGB è possibile installare alimentatori ATX con lunghezza massima di 27 centimetri, dimensione totale del tunnel prima della separazione con la zona anteriore. Con l’uso di alimentatori da 27 cm di lunghezza (normalmente soltanto quelli da 1000W o superiore) non sarà quindi spossibile usufruire dello spazio aggiuntivo anteriore per l’installazione di un radiatore nella staffa laterale. Molto comoda la staffa per l’installazione dell’alimentatore dal lato esterno, soluzione che risulta particolarmente utile durante l’assemblaggio per la cura del cable management.



































