La confezione di vendita combina materiali di alta qualità ed un design curato, seguendo lo stile ormai tipico del brand. Un incarto esterno che riporta foto, specifiche e punti chiave del design del prodotto, fa da chiusura alla scatola vera e propria, che si apre “a libro” rivelando due scomparti interni. Il bundle è come sempre generoso e curato, con materiali di qualità: oltre al mouse ed al ricevitore wireless 8K, troviamo il cavo di ricarica rivestito in treccia di tessuto con connettore USB-C angolato a 30°, due set completi di piedini in PTFE protetti da pellicola – uno dei quali andrà applicato al mouse che ne arriva sprovvisto – un set di grip adesivi sagomati sulle forme del mouse, il manuale utente multilingua (manca l’italiano) ed infine il classico sacchetto in velluto con il logo Lamzu per il trasporto del mouse e dei suoi accessori.
Dimensione e forme sono quelle dello Zowie ZA13, variante più compatta (40x63x122 mm) della serie “ZA” di Zowie, ma il design richiama nettamente lo stile di Lamzu. I tasti principali, separati dalla scocca e protetti lateralmente, discendono rapidamente verso il frontale disegnando una linea retta che li porta a terminare molto in basso sul bordo anteriore. Ciò consente di avvicinare le dita al tappetino e assicurare un maggiore controllo del mouse nella micro-aim. La scocca sviluppa una gobba alta e centrale, con una ripida discesa verso il lato posteriore che offre pieno supporto alla metà inferiore del palmo della mano. Con il profilo superiore “appuntito” ed i fianchi stretti e piatti del mouse, l’utente è portato a stringere spontaneamente il muscolo abduttore del pollice sul lato sinistro e chiudere le dita verso il palmo per una presa più stretta e bloccata. Le sue linee slanciate e le proporzioni allungate lo rendono ideale per utenti con mani medie e grandi, che possono sfruttare appieno la presa “Aggressive Claw” con un grip sicuro e consistente anche nei movimenti più rapidi ed esplosivi come i flick-shots.
Nonostante il peso di soli 40 grammi – attuale record per la casa cinese – il Lamzu Inca dimostra una costruzione solida che lo rende esente da importanti flessioni delle scocche e sufficientemente robusto. La qualità generale percepita è altissima, grazie soprattutto ad un assemblaggio accurato, con tolleranze ridottissime che eliminano qualsiasi cigolio o gioco tra le parti, e ad una finitura delle superfici con “effetto gessato” di livello premium. La base è stata rivista e, per la prima volta dall’esordio della casa cinese, risulta chiusa in ogni parte tranne nelle sezioni dedicate ai piedini principali, traforate per ridurre al massimo il peso del mouse. Resta comunque visibile la struttura dello scheletro della base che richiama quella del Maya e del Maya X, qui però con funzione più estetica che di rinforzo. La qualità dei piedini è eccezionale: realizzati in PTFE vergine, sono composti da una sezione centrale più spessa e bordi più sottili, e garantiscono uno scorrimento fluido e consistente senza mai “agganciarsi” alle fibre dei tappetini in tessuto, nemmeno con le pressioni laterali più forti.
L’Inca si basa sul lavoro svolto da Lamzu per la realizzazione del Maya X, con un comparto hardware sostanzialmente identico e capace di garantire le stesse performance al vertice di settore: il sensore ottico PAW-9350, ultima evoluzione dei sensori gaming di PixArt, è capace di una risoluzione massima di tracciatura di 30.000 CPI, ed è dotato della tecnologia Motion Sync e di una Lift-Off Distance minima di soli 0.7mm. Grazie alla MCU Nordic nRF52840 abbinata al ricevitore wireless con Polling Rate massimo fino ad 8000Hz, le latenze di input risultano estremamente basse ottenendo anche la massima fedeltà di rappresentazione del cursore sullo schermo. I benefici reali in termini di riduzione del jitter del cursore promessi da frequenze di Polling Rate elevate, sono tuttavia percepibili solo con PC da gaming di fascia molto alta abbinati a monitor con Refresh Rate da almeno 360Hz, unico scenario in grado di giustificare l’elevato impiego di risorse di sistema e di batteria. I tasti principali presentano un post-travel medio, ma compensano con un pre-travel ridottissimo, che è senza dubbio l’aspetto tra i due più importante. I microswitch ottici Omron D2FP-FN2 restano poi i protagonisti assoluti, con click reattivi e precisi, e zero doppi click anche con Debounce Time impostato a 0 ms. Soltanto sufficiente invece l’autonomia, che si attesa poco sotto la media di settore: nei test reali in “Competition Mode” – modalità che libera le massime prestazioni – si registrano circa 27 ore a 2000Hz, 17 ore a 4000Hz e solo 8 ore a 8000Hz. Si conferma positiva anche l’esperienza con il software “Aurora”, che mette a disposizione un’interfaccia web intuitiva, ben organizzata e completa di tutte le funzionalità fondamentali.
Con un prezzo che nel mercato europeo si aggira tra i 120 ed i 140 euro, il Lamzu Inca si posiziona in linea con gli altri modelli di punta della casa. Nel prezzo è incluso il ricevitore wireless 8K, rendendolo nel complesso più economico delle soluzioni top di gamma di catalogo dei brand più blasonati, tra i quali proprio lo ZOWIE ZA13-DW, mouse da cui l’Inca copia sostanzialmente le forme generali. Proprio rispetto a questo, risulta più leggero e con un hardware sulla carta superiore, offrendo anche un’interfaccia web che permette una configurazione più semplice e precisa rispetto alla soluzione “driver-less” di Zowie. Nel complesso l’Inca è un mouse con un’identità precisa, pensato per chi predilige la presa Claw o la più stretta e bloccata Aggressive Claw.
The Score & Awards

The Review
PROS
- Hardware top di gamma
- Ottima qualità costruttiva e finitura della superficie
- Peso di soli 40 grammi
- Design privo di traforature
- Bundle corposo e di qualità
- Buon rapporto qualità prezzo
CONS
- Durata della batteria al di sotto della media di categoria
















