Il Dream Machines DM7 Switch Duo utilizza scocche in plastica rigida semitrasparente con effetto fumè di buona fattura. Le superfici non si affidano a trattamenti di particolare complessità ma sono caratterizzate da una texture ruvida ed opaca che offre un buon grip ed è inoltre resistente all’attrito e allo sporco. La robustezza complessiva è molto buona, non abbiamo ravvisato flessioni o scricchiolii particolarmente preoccupanti alla pressione sulle scocche, benché allo scuotere del prodotto si evidenzino alcuni rumori proveniente dalle componenti interne. Il DM7 Switch Duo non fa del contenimento del peso un suo fondamentale: la nostra bilancia segna circa 77 grammi, peso lontano dagli standard odierni ma dovuto alle inevitabili strutture interne aggiuntive necessarie all’implementazione degli switch hot-swap.
I tasti principali separati tra loro dalla rotella di scroll si estendono fino ai bordi laterali esterni del mouse e presentano scanalature centrali per facilitare il posizionamento ed il comfort delle dita. Nonostante siano rimovibili e fissati alla scocca superiore mediante un sistema ad incastro realizzato in plastica, la loro compattezza ne assicura anche una buona solidità ed una corsa precisa e reattiva.
Il DM7 Switch Duo monta di fabbrica i micro switch meccanici Kailh GM 8.0 (80M, 62 grammi) ma sul sito ufficiale sarà possibile acquistare separatamente anche diversi kit di switch al costo di 2.49 euro aggiuntivi per kit: Huano corpo blu/pin bianco (20M, 69g), Omron D2C-F-7N(20M)(OF) (20M, 75g), Omron D2FC-F-K(50M) (50M, 75g). I tasti principali hanno dimostrato livelli molto bassi di pre-travel e post-travel con tutti gli switch offerti dallo store di Dream Machines.
La sostituzione dei micro switch è un’operazione piuttosto semplice ed immediata, possibile dopo la rimozione dei tasti principali tramite la pressione del sistema di blocco posto nella parte superiore del mouse. Gli switch vengono bloccati nelle rispettive sedi mediante un piccolo “carrello” in plastica che contiene lo switch meccanico e che ne assicura il corretto posizionamento. Il contatto è invece garantito da due prese hot-swap in ottone saldate sul PCB interno.
I tasti laterali sono posizionati leggermente avanzati rispetto alla metà del mouse e risultano facilmente raggiungibili con tutte gli stili di presa. La loro forma compatta ed affusolata insieme alla superficie lucida li rendono forse un pò difficili da riconoscere al tatto. Il tasto Avanti ha un feedback consistente su tutta la sua superficie con pre-travel e post-travel sostanzialmente inesistenti, ma la sua sporgenza unita ad un micro switch con una bassa forza di attivazione ne causa spesso l’attivazione involontaria. L’implementazione del tasto Indietro è invece migliorabile: il click poco consistente ha un feedback pastoso e poco percepibile.
La rotella di scroll sporge circa 3 millimetri tra i tasti centrali ed il suo posizionamento ne consente un facile uso con le prese Claw e Palm. La ruota è realizzata in plastica ricoperta da gomma con effetto dentellato che ne migliora il grip. La registrazione della rotazione è affidata ad un encoder di marca F-Switch corpo marrone/rotore rosa da 11mm che in questa implementazione abbiamo trovato troppo morbido e con scatti poco distinguibili. Il click è invece gestito da un micro switch meccanico Huano corpo nero/pin rosso che, anche in questo, offre un click a nostro avviso troppo leggero (~155 grammi) con il rischio di attivazioni involontarie con uno scroll un pò più energico.
Alla base del DM7 Switch Duo troviamo tre piedini in misto PTFE di colore nero di buona qualità e dalla buona scorrevolezza generale. I due piedini più grandi posti nella parte frontale e posteriore della base sono spessi 0.85 mm mentre quello centrale che circonda il sensore soltanto 0.5 mm, rendendolo sostanzialmente inutile poiché non a contatto con la superficie di scorrimento.
Posizionato leggermente arretrato rispetto al centro del mouse troviamo il sensore ottico PixArt PAW-3370, prodotto che nonostante non sia l’ultimo in ordine di uscita della casa taiwanese garantisce ottime performance a tutto tondo. Ricordiamo che il sensore è in grado di garantire una risoluzione massima di 19.000 CPI, con velocità di tracciamento di 400 IPS, accelerazione massima di 50g ed una frequenza di campionatura massima di 1000 Hz.
Nella base trovano spazio un pulsante per il ciclo dei profili CPI con relativo LED RGB per indentificarli tramite il colore (di default Rosso 400, Verde 800, Blu 1600, Giallo 3200, azzurro 5000, Viola 19000) ed un interruttore a scorrimento a tre posizioni: la prima a sinistra spegnerà il mouse, le altre due invece permetteranno di attivare o meno l’illuminazione del grosso logo Dream Machines presente nella scocca superiore. Comodo il vano ricavato nella base per riporre il ricevitore e conservarlo sempre insieme al mouse.
Per soddisfare le aspettative anche degli utenti più interessati alla personalizzazione estetica, il mouse implementa due loghi Dream Machines illuminati da led RGB. Il primo, più piccolo, si trova nella parte frontale sotto la rotella di scroll e viene illuminato del colore associato al profilo in uso ed è anche utile ad indicare lo stato della batteria: lampeggiante rosso per la batteria scarica; lampeggiante blu durante la ricarica; lampeggiante verde una volta che la ricarica sarà completata. Il secondo, più grande, è invece posto al di sotto della scocca superiore nella zona posteriore del mouse ed è visibile grazie alla semitrasparenza delle plastiche. In questo caso però si tratta di una soluzione puramente ornamentale e, come vedremo nella sezione dedicata, il colore sarà personalizzabile tramite il software di gestione.




























